Gela, la mia città
Ciao a tutti ragazzi!!
La settimana scorsa ho fatto, insieme ad altri miei compagni di clan (scout) un giro notturno per Gela. Ovviamente non l'abbiamo visitata per intero, ma a meta'. E' stato davvero una bella esperienza, abbiamo visto tante parti di Gela che non vedevamo con gli occhi della cultura e dell'antichita', del passato. Grazie al prof Mule' che spiegava e ci informava su tutto, abbiamo passato delle orette riscoprendo una Gela sconosciuta, imparando anche ad apprezzarne il valore e la storia che ha passato e di cui tutt'oggi e' ancora ricchissima.
In questa foto, notiamo, di fronte una colonna. Sono i resti della Chiesa di S. Lucia, che un tempo si reggeva proprio qui, accostandosi alle altre due. Erano tutte piccole chiesette, che costituivano il centro di Gela antica. Oggi, questo alla destra `il Teatro Eschilo, in fondo notiamo il cosiddetto "belvedere", che da' sulla strada. 😶😤
Giungendo in questa parte della citta', quartiere soprannominato al tempo "U Canalazzu", perchè in fondo alla strada vi era un grande canale che serviva a raccogliere tutta l'acqua piovana.
Da questa foto notiamo delle scale che un tempo servivano da scorciatoie, poichè vi erano le mura di cinta della cittá e, per uscirvici, si doveva fare un giro immenso. Per questo i gelesi pensarono di creare questi passaggi; scendendo da qui si giunge a "Porta Vittoria".
Da qui, abbiamo percorso tutto il quartiere Canalazzo, passando per vie a me sconosciute. La particolarita' di queste vie era che prendevano il nome dal signore (politico, prete, nobile..) piu' importante di quella strada.
Percorrendo tutte quelle strade e vicoli, abbiamo notato molte abitazioni storiche abbandonate, e lasciate a se' stesse:
Finestre attaccate ad una sola parte di muro e porte, al piano di sotto, aperte.
Convento per le suore, le cui grate, una volta erano piu' larghe di modo che le suore vedessero all'esterno ma nessuno potesse vedere loro.

Questo e' un vicolo abbandonato, con muri rovinati e finestre in legno. Prima di girare ed entrarvici, abbiamo trovato il muro qui di sotto, con questo radicante ormai incastonato nel muro.
Questa qui sopra e' la Chiesa Madre. E' la chiesa principale di Gela, di stile neoclassico esternamente. La facciata presenta due ordini di colonne doriche e ioniche e due gruppi di statue, quella a sinistra e' la Gloria; nella parte destra la Pieta'.
Vi si aprono l'ingresso principale e due ingressi secondari laterali, con sopra delle lapidi iscritte. Nella parte superiore della facciata è una grande finestra. L'imponente facciata è preceduta da una scalea sulla piazza.
Il fianco meridionale presenta un ingresso e diversi finestroni a forma di semicirconferenze; sul fianco settentrionale si trovano un ingresso laterale, l'orticello parrocchiale, il campanile e la vecchia casa parrocchiale. Un tempo su largo Matrice (sud) si trovava un piccolo cimitero parrocchiale.

Durante gli ultimi lavori di rifacimento della pavimentazione sono venute alla luce diverse cripte, probabilmente settecentesche e ancora con diversi cadaveri, che in un prossimo futuro saranno visitabili; oltre a numerosi resti di scheletri e a centinaia di cocci, sono venuti alla luce anche reperti di epoca greca come ad esempio una grossa pietra squadrata definita dagli archeologi come una componente della base di un tempio.
Il campanile della chiesa, lateralmente ad esso c'e' una piccola porticina da cui si saliva per suonare le campane.
Quest'orticello, lateralmente alla chiesa, era usato dai preti che non riuscivano a trattenere i loro bisogni fisiologici.
La chiesa Madre vista da dietro.
Questa e' una delle torri che componevano le mura Federiciane. Questa torre, ormai, ricoperta, copre, a sua volta, un'altra torre, la vera e propria, a sesto acuto. Quest'ultima e' visibile solo dall'alto. Da' sul lungomare di Gela.
Belvedere del Lungomare di Gela
Case abusive che hanno causato l'abolizione delle mura federiciane, le mura che cingevano la citta' di Gela. Possiamo notare quanto erano larghe le mura, dalla profondita' della strada, in quanto prima si trovavano in questo posto.
Piazza Calvario durante la Settimana Santa

Nell ' area del cortile degli ex granai del Palazzo Ducale, nella zona di Piazza Calvario, nel 1991 durante i lavori di scavo per la realizzazione di un parcheggio pubblico sono affiorate consistenti vestigia d ' antiche strutture risalenti ad epoche diverse; dopo il blocco dei lavori da parte della Soprintendenza, gli archeologi hanno effettuato diverse trincee mettendo allo scoperto una serie di reperti ascrivibili a tre periodi: medievale, arcaico e classico.
La zona di Piazza Calvario era già conosciuta come area sacra per precedenti scavi effettuati da Paolo Orsi e più recentemente da Orlandini e Adamesteanu, scavi da cui vennero alla luce vestigia di sacelli, decorazioni fittili e terrecotte architettoniche. Nell ' area del cortile sono stati evidenziati da una parte materiali e strutture del periodo medievale, alcune cisterne ed un muro largo 2 metri e lungo 25 metri ; dall ' altra parte, verso Nord, due fasi riferibili ai periodi arcaico e classico. Si fanno risalire al primo periodo, tra il VII e il VI sec. a.C., due muri di un edificio con zoccoli in pietrame misto a ciottoli di fiume, un pithos e molti frammenti di ceramica; mentre al secondo periodo si possono attribuire diversi frammenti di antefisse sileniche e gorgoniche, nonché un vestigio di strada costruita con ciottoli di fiume, larga 2 mt. ed orientata in senso nord-sud.
Anche a Gela come in altre località siciliane si svolge l'antica e caratteristica manifestazione della Settimana Santa con particolare riguardo al Venerdì Santo. Elemento tipico gelese è “u lamentu”, triste canto dialettale eseguito da anziane donne e accompagnato dal suono di un tamburo nella quiete della via Crucis seguita da una moltitudine di fedeli. Nella tarda mattinata l'antico simulacro ligneo del Cristo viene posto sulla croce e vi rimane sino al tardo pomeriggio esposto alla venerazione dei fedeli che riempiono la piazza. Poi viene tolto e deposto nell'urna in legno decorato d'oro zecchino rientrando in processione nella Chiesa Madre di Gela.






















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